giovedì 10 gennaio 2008

mercoledì 9 gennaio 2008

INTERVALLO


Se nella vita volete proprio contare qualcosa...

sabato 5 gennaio 2008

NON TOCCATEMI IL ZAIO


Posso solo dire e lo dirò una volta sola: lodo il tuo essere Ciccio che, da quando ti conosco, penso che sia uno status vivendi invidiabile, dal punto di vista dell'amicizia, dei sentimenti, di come riesci a trasmettere quello che hai dentro e lo hai trasferito perfettamente nel tuo blog. Personalmente credo che le persone che ti "leggono" i cosidetti "linkati" lo facciano con la testa e con il cuore e chi continua a pensare che sei "fesso" e ti giudica (con che autorità lo può fare?) può andarsene dolcemente e immensamente a cagare. Perdona la volgarità (sai che mi sono contenuto) ma mia bisnonna diceva che l'ignoranza è peggio della miseria e quando poi ci si aggiunge anche la pochezza...

SCRITTO E PUBBLICATO ANCHE SUL BLOG DI FRANCO ZAIO.
Due volte is meglio che one.

venerdì 4 gennaio 2008

Figlio di un "Befano"...


Dopodomani 6 gennaio,
classica festività della befana, mio padre compie 87 anni. Ringrazio l'altissimo per avere ancora questo privilegio.
Io e C cucineremo per lui, alla faccia della glicemia alta.
Oltre a tutto quello che è stato ed è per me,
mi ha insegnato ad apprezzare il jazz e la musica swing costruendo le basi della mia cultura musicale.
Grazie Foffo, ti voglio bene

p.s. nella foto io sono quello senza baffi.

giovedì 3 gennaio 2008

È arrivata...



È arrivata...

mercoledì 2 gennaio 2008

SMISURATA PREGHIERA



"... ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere".




Fabrizio De Andrè - Ivano Fossati

martedì 1 gennaio 2008

Forse arriva...


Forse arriva... Si lo sò, in citta rompe, non siamo attrezzati... bla, bla, bla. Sono come un bambino, appena sento parlare della neve, mi esalto. Mi ricordo quando ero bambino e con il naso appiccicato al vetro gelato del salotto che dava sul giardino, guardavo la neve scendere, lenta, maestosa, la più bella tonalità di bianco mai vista. Sigillato a quel vetro freddo, minuti forse ore, aspettando mia mamma che mi dicesse di prepararmi, potevo andare in giardino! Ero così coperto che non riuscivo quasi a muovermi, ma nonstante tutto, volavo fuori e poi una volta in giardino... iniziavo a muovermi lentamente circondato da un silenzio irreale, quasi ad avere paura di calpestare tutto quel candore, quella soffice sensazione. Ho solo piacevoli ricordi, la neve in 45 anni mi ha sempre accompagnato con allegria e discrezione. Forse arriva... Si lo sò, in citta rompe, non siamo attrezzati... bla, bla, bla. Io intanto vado alla finestra del salotto e anche se non ho più il giardino appoggerò il naso al vetro, sò aspettare.