domenica 6 dicembre 2009

isolarsi


Isolarsi dal resto, da ciò che non ci appartiene, da tutte quelle persone/cose che influiscono negativamente nella nostra vita, nei nostri progetti, nei nostri sogni.
Cercare un rifugio sicuro in angoli sperduti del mondo o più semplicememnte dentro noi stessi?
Una stanza di albergo anonima, dove poter raccogliere le nostre esigue energie, i (rari) momenti di felicità, il nostro cuore stanco.
Esiterà dunque la possibilità di poter difendere questo capitale individuale, questo capitale non tassabile unico ed esclusivo, che ci consente di rimanere vivi, di lottare, di sperare, di credere ancora in noi stessi,
viviamo a stretto contatto con altre persone che come noi vivono nel disagio, hanno paura, paura di amare e di essere amate e negano a loro stesse la possibilità di capire e di essere capite.
Lentamente mi stò isolando, in quella stanza di albergo, grigia, anonima, scarsamente illuminata...ancora con i vestiti addosso, mi sdraierò sul letto e mi abbandonerò alla notte.
Domani si vedrà.

4 commenti:

luisa ha detto...

Meraviglioso
ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia
meraviglioso
Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potrà guarire poi
meraviglioso
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare eh!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l'amore
Meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te
meraviglioso
La luce di un mattino
l'abbraccio di un amico
il viso di un bambino
meraviglioso....

wilson ha detto...

Meraviglioso....Domenico Modugno, mi ricordo che quando ero piccolo lui interpretava Scaramouche e mi ero innamorato di quel personaggio perchè fisicamente... con un pò di fantasia da bambino mi riscordava mio padre.

Grazie Luisa vorrei abbracciarti, ma virtualmente non me lo gusterei nemmeno un pò.

Attilio

luisa ha detto...

Se non ci resta che il virtuale, come si dice " CUNTENEMAS"

Franco Zaio ha detto...

E beato te che hai uno spazio solitario. Io stasera ho un figlio col mal di denti, uno in tempesta ormonale che urla e sbatte, una moglie stanca col morale a terra, e un me stesso disperato andante. Non ti lamentare.