giovedì 12 febbraio 2009

Gli effetti medici dell'antico Tai Chi

Gli effetti medici dell'antico Tai Chi

Ricerche italiane per riabilitazione, artrosi, problemi cardiovascolari, in particolare l'ipertensione

di Rossella Magni
Nella letteratura scientifica internazionale si parla diffusamente degli effetti benefici del Tai Chi. Per problematiche cardiovascolari, di pressione sanguigna, di metabolismo e diabete, per migliorare la flessibilità articolare e muscolare, la qualità del sonno, per sindromi psicologiche, di prevenzione alle cadute tipiche dell'età adulta.
E l'Italia? "Il Tai Chi Chuan, la cui nascita si fa risalire nella Cina del nord orientale durante la dinastia Sung (960-1280), divenne presto un'arte marziale molto raffinata che le grandi famiglie cinesi si tramandavano come un vero e proprio patrimonio di famiglia", spiega Paolo Gorini, insegnante di Tai Chi Chuan e Chi Kung. Associato all' I.T.C.C.A. (International Tai Chi Chuan Association). "Fra i più famosi maestri di Tai Chi ci fu Yang Lu Chan (1799-1872) caposcuola del più diffuso stile che porta tutt'ora il suo nome, lo stile Yang", dice il maestro.

Gli studi del Sacco
"Da quel periodo", prosegue Gorini, "fu ulteriormente sviluppato il lato medico della pratica, inserendo all'interno delle figure e delle movenze della pratica elementi di medicina cinese. Da qui l'aiuto alla prevenzione ed alla cura di alcune malattie".
Quali? Uno studio dell' Ospedale Sacco di Milano è iniziato dall'osservazione di due altri importanti ricerche americane dove soggetti ultrasettantenni e ultraottantenni sottoposti alla pratica del Tai Chi miglioravano il loro equilibrio e riducevano il rischio di caduta in modo statisticamente significativo. Lo studio italiano è nato dalla stretta collaborazione fra Sergio Bertoncini, fisioterapista e insegnante Tai Chi de L'Airone, centro ricerche discipline taoiste, e a Silvano Busin, Direttore dell'Unità Operativa di Riabilitazione Specialistica assieme all'équipe dei medici e fisioterapisti,
"Il nostro progetto", racconta, "è cominciato con 111 anziani ultrasettantenni che non avessero mai praticato la disciplina. L'obiettivo era quello di dimostrare il miglioramento della stabilità posturale, delle percezioni sensoriali-propriocettive, dell'andatura, l'aumento della sicurezza e la conseguente uscita dalla "sindrome post caduta" o paura della caduta, infine il miglioramento della situazione emozionale dei soggetti, determinato dal clima di squadra che questa pratica rende particolarmente solidale. I risultati hanno confermato questi dati e ci hanno spinto ad utilizzare il Tai Chi anche per persone non ultrasettantenni per problemi di artrosi e di emiparesi lievi che non abbiano compromesso l'equilibrio e la deambulazione", spiega Bertoncini, che aggiunge: "Con il Tai Chi si rinforzano i muscoli delle gambe grazie a piccoli movimenti, si favorisce il miglioramento dell'equilibrio a livello neurologico con continue sollecitazioni".

Lenti spostamenti
Gli esercizi sono molto semplici ed eseguiti lentamente, con spostamenti del peso lateralmente e con minime rotazioni (studio dell'equilibrio), facendo piccoli passi e morbidi movimenti delle braccia per eliminare le contratture alle spalle e in generale di tutto il tronco.
A Bologna Mauro Stegnano, medico e insegnante di Tai Chi dell'Associazione La Via dei Dieci Passi e delle Sette Porte, appoggiandosi a diverse strutture pubbliche per anziani, ha effettuato una ricerca con un gruppo di 22 persone con problemi cardiovascolari, ipertensione arteriosa e aritmie cardiache: "Il trattamento era basato su tre incontri alla settimana della durata di un'ora con sequenze motorie specifiche e con rilevazione della pressione e valutazione delle aritmie una volta al mese. Per l'ipertensione si è verificata una riduzione dei valori pressori tra le persone che prendevano farmaci e tra i lievi ipertesi non ancora sotto farmaco che non hanno così iniziato ad utilizzarli".
Chi si avvicina dunque al Tai Chi? "C'è la pratica sportiva e marziale", conclude Paolo Gorini, "filone che utilizza come ambiente le palestre, riconosciuta dal CONI, con un'audience prevalentemente maschile. Poi c'è il ramo "salutista" di Tai Chi: viene praticato in ambienti più dedicati, e si intreccia e si completa con altre discipline, come lo yoga e lo shiastu".

6 commenti:

Elsa ha detto...

ne avrei un grande bisogno...
elsa

luly ha detto...

Anch'io!

wilson ha detto...

appena posso vi dò gli indirizzi dei centri ITTca di Roma e per la Sardegna mi devo informare.

wilson ha detto...

Luly - Presso
Scuola C.A. della Chiesa (ex Europa)
di via di Grotta Perfetta 524
(vicino al centro commerciale I Granai)

altre info se vuoi sul sito o via Mail

Ishtar ha detto...

Sai sono sempre stata attratta dalla cultura orientale e pensavo proprio di fare tai chi...
Allora informati pure per la Sardegna ahhah
PS: una cosa che non centra niente con questo post, ti chiedo di leggere questo post:
http://liberopensieroberto.blogspot.com/2009/02/e-va-bene-lo-faccio-aiuto.html
grazie e buon fine settimana

wilson ha detto...

Ciao, per il Tai Chi in Sardegna, inviatemi una mail