venerdì 9 novembre 2007

Sole e vento

ore 13 Via Cesarea (sto aspettando la mia Cicciosaura), mi sembra di essere Govi che si "prende due raggi", il sole è caldo il vento fresco e teso. Mi sistemo a favore del sole e mi godo questo tepore novembrino che mi fà venire in mente...
"...ero un piccolo cicciosauro, mi portavano in campagna nei weekend ricordo che c'erano i boschi tutti gialli e rossi,
nell'aria il profumo della legna che ardeva nelle stufe e nei camini, un'arietta frizzante, i ricci delle castagne, potevi giocare con un mondo di cose naturali, non made in China e se ti veniva fame non c'erano i fast food, ma pane e salame per merenda. Inforcavi la bicicletta con gli amici e pedalavi, pedalavi, quando non pedalavi camminavi nei boschi o ti rincorrevi nei prati e alla fine per fare un pò di deaffaticamento, tutti al campo di calcio (in erba vera, non sintetica) e via al massacro finale. Tutto questo fino a quando il sole non scompariva (le 17 o giù di lì), la temperatura balzava in 2 minuti da 15 gradi a 5 gradi e tu bello come il sole (si fà per dire) e sudato come una merda (licenza poetica), tremando come un tacchino il giorno prima del ringraziamento, riinforcavi la fida "ondina" (bicicletta del giurassico) e correvi in paese, al bar. Le persone anziane giocavano a "boccette" o a "scopone", un'acre fumo di sigaretta o toscanello pervadeva ogni singola stanza e la televisione, lassù in alto, la intravvedevi appena... avvolta nella nebbia".
Ero lì che mi gustavo sole e vento, passano due ragazzini vestiti come dei microcalciatori (quelli buzzurri con gli occhialoni e i capelli "ad minchiam" come diceva "Il Professore", pace all'anima sua)e dicono testualmente:
- Che cazzo di giornata, stò sole, sto veento, andiamo a casa mia a giocare alla Play che si stà bbene -.
Che bello essere un Ciccosauro!

Wilson

3 commenti:

Franco Zaio ha detto...

Condivido i tuoi ricordi, e il tuo disprezzo per i gggiovani da paleistescion. Unica differenza: mia nonna nei panini metteva sempre il burro. Burro e salame, burro e prosciutto, burro e acciughe, burro e zucchero, fino al trionfo: burro e polvere di cacao!

Arimondi ha detto...

Pane burro e zucchero! La manna degli Anni Sessanta.

I pleistescion boys sono molto diversi da come eravamo noi e ci sembrano strani e forse vuoti, però sono sicuro che mio padre mi guardava stranito quando decidevo di stare a casa a giocare a Subbuteo. Magari ricordava con nostaglia quando giocava alla lippa in mezzo ad una strada del centro di Genova...

listener ha detto...

Intravedo un ragazzino angosciato che ritorna da scuola e si domanda solo perchè finisce sempre in banco da solo. Per il resto cambia la tecnologia, ma non sappiamo poi molto di quello che hanno in testa i nostri gemelli modernizzati. Flipper o 360 poco importa...alla fine ci si sputtana il tempo in egual maniera...o pensate che negli anni sessanta/settanta a Tor pignattara ero tutti "impegnati" e "sensibili"?